Georgette Heyer – L’incomparabile Barbara * Le mie letture

(Titolo originale “An Infamous Army”, traduzione di Anna Luisa Zazo; originale pubblicato nel 1973; edizione italiana 1977)

Nella prima pagina, quella del titolo, c’è la seguente citazione:

Ho con me un esercito sciagurato, debole e equipaggiato male, e uno stato maggiore del tutto privo di esperienza.”
Il duca di Wellington al generale Lord Stewart, 8 maggio 1815

Queste parole spiegano il titolo originale, che sarebbe stato meglio tradurre alla lettera, a mio parere, perché il romanzo tratta prevalentemente delle mosse dell’esercito inglese e di quelli suoi alleati dopo che Napoleone, fuggito dall’isola d’Elba, era tornato ad essere imperatore della Francia; le vicende narrate culminano con la sconfitta dei francesi a Waterloo, villaggio nelle vicinanze di Bruxelles (a meno di 20 km).

Moltissimi sono i personaggi, sia realmente vissuti che no.

Il duca di Wellington domina con la sua presenza tutto il romanzo, anche quando è assente. L’intreccio romantico occupa in realtà pochissime pagine, in quanto l’interesse della Heyer sembra concentrato sulla tattica di guerra, sui rapporti fra i comandanti dei vari eserciti e, soprattutto, sulla figura di Wellington.

Anche comprensibilmente, visto l’argomento, il consueto tono ironico è quasi del tutto assente, per sorridere occorre attingere alle note della traduttrice, Anna Luisa Zazo, che di quando in quando con la scusa di offrire una spiegazione o un chiarimento, aggiunge una sua pungente e a mio parere spesso condivisibile osservazione sul testo.

Fra i personaggi di fantasia ritroviamo i discendenti del duca di Avon (“La pedina scambiata”), ovvero i nipoti di Mary e Dominic Vidal (“Il figlio del diavolo”), il conte di Worth e Judith Taverner ormai sua moglie con il fratello di lei Peregrine e consorte e il fratello di Worth, Charles Audley (“Il dandy della Reggenza”), colonnello nello stato maggiore di Wellington.

Charles si innamora di Barbara Childe, un’affascinante e scandalosa vedova, nipote dei Vidal. A questa storia d’amore, che resta comunque nell’ombra rispetto alla narrazione della battaglia e dell’attesa di questa, se ne intreccia un’altra a cui viene dato ancora meno spazio. L’attenzione della scrittrice è sul comportamento della società inglese e non che risiede a Bruxelles e gravita intorno ai militari.

cover Incomparabile Barbara GH

Alla sera del giorno in cui hanno inizio le offensive francesi si svolge un ballo, a cui sul tardi presenzia anche Wellington, allo scopo di non gettare panico, che non può che confermare che la guerra è cominciata. La Heyer descrive così come muta l’atteggiamento degli ospiti della festa:

Ma da molti visi la maschera cortese della buona società era stata strappata. Gli ospiti avevano dimenticato che ai balli bisogna sorridere e nascondere dolori o ansie sotto lo schermo della spensieratezza. Alcuni alti ufficiali avevano l’aria grave; sul viso pallido di una madre era rimasto fisso un sorriso rigido, vuoto; una ragazza fissava con le labbra dischiuse e gli occhi spenti un’uniforme scarlatta. In molti visi si scorgeva un’emozione strana, quasi avida. La vita si era fatta di colpo qualcosa di ansante che correva verso la catastrofe, e l’ansia del piacere, l’attimo fatto di paura, dolore, esaltazione, quando la mente diviene più acuta e i sensi si tendono come corde di un violino, affiorava dalla vernice delle buone maniere e risplendeva dietro la paura in sguardi giovani e spauriti. Per quanto vivo fosse il desiderio di allontanarsi dalla tragedia imminente, pure vi era un’inconfessata ansia di correre incontro all’orrore ignoto che il futuro riservava; se le cose fossero tornate come prima, il sollievo si sarebbe accompagnato alla delusione e a un senso di frustrazione inquieta.

Complessivamente questo è un romanzo storico nel vero senso della parola, somiglia davvero poco a un romanzo della Heyer; per me è anche un po’ noioso; ho comunque resistito alla tentazione di saltare i brani in cui si parla della guerra ma non li ho letti con grande attenzione. Certo è un libro che fornisce interessanti informazioni sulla vita delle nobiltà inglese a Bruxelles durante le settimane precedenti la battaglia di Waterloo e sulla preparazione da parte di Wellington della controffensiva.

Questa ambientazione, intesa come luogo e periodo, si ritrova anche nella prima parte de “La tentatrice”, romanzo di Mary Balogh, il quarto della saga Bedwyn.

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