Emily – due

L’amicizia con William aveva alleviato la tristezza di Emily, il giovane era un compagno gentile e amava la campagna come lei. Facevano passeggiate raccontando cose di sé e lui le confidava i propri progetti: presto sarebbe diventato l’amministratore della tenuta di lord Buntbury perché di lì a pochi mesi il suo predecessore, ormai troppo anziano, si sarebbe definitivamente ritirato, dopo avergli insegnato quel che gli serviva per occuparsi al meglio degli affari del barone.

Emily non aveva progetti, ma aveva iniziato a considerarsi parte di quelli di William, ritenendo che certe frasi che lui talvolta pronunciava, come “allora potrò sposarmi” oppure “al massimo fra un anno potrò pensare al matrimonio” fossero riferite a lei. E di questo si era convinta quando lui l’aveva baciata, vicino alle rovine di una vecchia costruzione in pietra che si trovava proprio sul confine della proprietà di Mr Davies. Quei resti erano diventati presto il loro posto: lì si incontravano, lì si lasciavano un messaggio sotto un certo sasso quando non potevano vedersi. Era naturale che William l’avesse baciata lì, entrambe le volte in cui l’aveva fatto. E questo, per Emily, equivaleva a una dichiarazione, significava che lui era innamorato di lei come lo era lei di lui.

Così una dolce speranza si era accesa nell’animo della ragazza, che aveva cominciato a vedere il proprio futuro come moglie di Mr Marshall, amministratore apprezzato di lord Buntbury. Avrebbero abitato in un cottage tutto per loro, con grande ma abbastanza spazioso per una famiglia con due o tre bambini. I figli avrebbero ricevuto una buona educazione per poi farsi strada nella vita come il loro padre. Non ne aveva ancora parlato con William ma era certa che lui immaginasse nello stesso modo il proprio avvenire e che intendesse condividerlo con lei.

Purtroppo quella sera il suo sogno era stato bruscamente infranto.

Poco prima, infatti, rientrando da una breve cavalcata con William, Emily si era imbattuta in Mr Davies, che la stava cercando.

Emily

 

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