Ragione e sentimento – Jane Austen * impressioni di lettura #1

(titolo originale “Sense and Sensibility”, 1811; trad. Pietro Meneghelli; edizione da me letta ebook del 2010)

cover tutti in italiano - JA ebook

In questi giorni ho riletto “Ragione e sentimento” e riporto sul blog qualche impressione; per non pubblicare un articolo troppo lungo lo divido in due parti: la prima sostanzialmente con la trama e la seconda con citazioni e brevi osservazioni.

Per prima cosa due parole sulla trama; Chi non conosce il romanzo e non volesse rovinarsi la lettura forse non dovrebbe leggere gli articoli.

La trama in breve è questa: due sorelle, di diciannove e diciassette anni, Elinor e Marianne Dashwood, rimaste orfane di padre, sono ospitate per un periodo, insieme alla loro madre e a una sorella più piccola, Margaret, dal fratellastro John che ha ereditato Norland, la casa paterna (il signor Dashswood aveva avuto un figlio dalla prima moglie e tre figlie dalla seconda).

La Austen descrive così John e la moglie:

Non era un giovanotto cattivo, a meno che avere un temperamento piuttosto freddo ed egoista non significhi essere cattivi; in genere era rispettato, perché adempiva ai suoi doveri in modo appropriato. Se avesse avuto una moglie più amabile, sarebbe stato rispettato anche di più; e sarebbe divenuto migliore, perché quando l’aveva sposata era molto giovane, e molto innamorato. Ma nella signora Dashwood i difetti del marito era accentuati: era infatti più meschina ed egoista di lui.

Da questo si comprende bene come la vedova Dashwood e le tre figlie non si trovino poi troppo a loro agio a Norland; inoltre Elinor ha stretto una speciale amicizia con Edward Ferrars, cognato di John; la moglie di quest’ultimo si premura di informare la madre di Elinor che Edward dovrà fare un matrimonio di alto livello, altrimenti la madre lo diserediterà.

La vedova Dashwood coglie l’occasione offerta da Sir John Middleton, un lontano parente, per lasciare Norland e prendere in affitto un villino nel Devonshire, vicino a Barton Park, l’abitazione dei Middleton.

Qui le quattro donne conoscono la famiglia di Sir John e alcuni suoi amici fra cui la suocera, la signora Jennings e il trentacinquenne Colonnello Brandon che da subito si innamora di Marianne, la quale però lo considera vecchio e non ha nessun interesse per lui. La Austen ci presenta così la suocera di Sir John:

La signora Jennings era una vedova provvista di una cospicua fortuna. Aveva solo due figlie, le aveva rispettabilmente sposate entrambe, e non le rimaneva altro da fare che unire in matrimonio tutto il resto del mondo. Nel perseguire la sua missione era estremamente zelante, tanto quanto consentivano le sue possibilità, e non perdeva alcuna occasione per progettare matrimoni tra tutti i giovani che conosceva. Era molto acuta nello scoprire le simpatie, aveva tratto piacere dal suscitare il rossore e lusingare la vanità di molte signorine facendo insinuazioni sulla loro capacità di attrarre questo o quell’altro giovanotto; e il suo giudizio attento le consentì, non appena fu arrivata a Barton, di affermare con fermezza che il Colonnello Brandon era innamoratissimo di Marianne Dashwood. L’aveva sospettato fin dalla prima sera che avevano trascorso insieme, a causa dell’attenzione con cui lui l’aveva ascoltata mentre cantava per loro; e quando la visita fu ricambiata e i Middleton pranzarono al villino, il fatto fu confermato dall’attenzione con cui lui l’aveva nuovamente ascoltata. Sì, era così. Ne era assolutamente convinta. Sarebbe stato un matrimonio eccellente, perché lui era ricco e lei era bella. La signora Jennings aspirava a vedere il Colonnello ben sistemato fin da quando la parentela con Sir John l’aveva condotta a fare la sua conoscenza, ed era sempre ansiosa di trovare un buon marito per ogni ragazza graziosa.

Qualche tempo dopo l’arrivo delle Dashwood al villino, in seguito a una caduta, Marianne conosce il giovane e affascinante Willoughby, di cui in breve si innamora. Da parte sua Willoughby si comporta con lei come se fossero fidanzati, tanto che tutti i conoscenti pensano che sia così. Un giorno però Willoughby parte improvvisamente per Londra, dopo aver salutato in fretta Marianne e la sua famiglia, lasciando capire che per lungo tempo non tornerà in quella zona e gettndo Marianne nello sconforto.

Qualche tempo dopo Elinor e Marianne sono invitate dalla signora Jennings ad andare a Londra con lei per alcune settimane; una volta nella capitale Marianne scrive a Willoughby alcuni biglietti senza mai però ricevere risposta. Scopre ben presto che lui è fidanzato con una signorina molto ricca e soffre moltissimo per questa cosa. Il colonnello Brandon rivela a Elinor, affinchè lo dica a Marianne con l’intento di consolarla, che Willoughby circa un anno prima aveva sedotto una ragazza (affidata alle cure di Brandon) inducendola a fuggire con lui per poi abbandonarla senza denaro benché incinta.

A Londra le due sorelle conoscono altre due sorelle, parenti della signora Jennings; la minore delle due, Lucy Steele, confida a Elinor di essere fidanzata segretamente da quattro anni con Edward Ferrars. Elinor è molto addolorata per questa rivelazione ma, anche se è sicura che Edward sia innamorato di lei, ritiene che debba rispettare l’impegno preso con Lucy. Nemmeno Lucy è pero una nuora approvata dalla madre di Edward che, appena scopre del fidanzamento, disconosce e disereda il figlio maggiore a favore del minore, Robert. Di questi Elinor ha un’opinione decisamente bassa:

Elinor fu d’accordo con lui in tutto e per tutto, non ritenendo meritasse l’onore di una opposizione razionale.

Il colonnello Brandon fa sapere a Elinor, in quanto amica di Edward, che mette a disposizione del giovane una parrocchia che è vacante, rammaricandosi che abbia una rendita non troppo elevata (solo duecentocinquanta sterline l’anno) e l’incarica di riferire l’offerta a Edward. Questi, la cui intenzione era stata da tempo quella di prendere i voti, accetta ed Elinor pensa che potrà sposarsi presto.

Le due sorelle, accompagnate dalla signora Jennings, una figlia di lei, Charlotte, il marito di questa e il colonnello Brandon lasciano Londra dopo qualche giorno per essere ospitate nella tenuta di Charlotte prima di proseguire per il Devonshire. Giunti lì però Marianne si ammala di una febbre infettiva molto grave tanto da far temere il peggio. Durante il periodo in cui è malata Willoughby giunge a chiedere notizie di lei e a spiegare a Elinor di essere stato davvero innamorato (e di esserlo ancora) di Marianne ma aver dovuto accettare di sposarsi per denaro.

Marianne per fortuna migliora e torna a casa con la madre (che nel frattempo ha raggiunto le due figlie) ed Elinor. Qualche tempo dopo le sorelle Dashwood e la loro madre vengono a sapere che il signor Ferrars si è sposato e ritengono che Edward si sia unito in matrimonio con Lucy Steele; ma presto giunge proprio Edward a far loro visita e rivela che Lucy ha sposato suo fratello Robert, essendo questi divenuto più ricco di lui, diseredato dalla madre.

Così Edward è libero di proporsi a Elinor e di sposarla.

Tempo dopo, ormai diciannovenne, Marianne sposa il colonnello Brandon. La Austen impiega solo una pagina scarsa per raccontare di come Marianne muta opinione riguardo al matrimonio con il colonnello ma molte di più per narrare di come la signora Ferrars madre, che inizialmente aveva disconosciuto Robert come figlio, si dimostri più disponibile verso di lui e Lucy (che la blandisce per interesse) che verso Edward ed Elinor.

Benché il resoconto che ho fatto della trama non sia breve, è comunque un riassunto dei fatti principali, probabilmente ad esclusione di qualcuno, che magari mi è parso meno rilevante.

Questo è il primo romanzo che Jane Austen ha pubblicato, la cui stesura è durata diversi anni. Si nota subito l’ironia dell’autrice – penso che si senta anche dalle citazioni che ho fatto – rivolta soprattutto verso le persone grette e insincere. Talvolta si prende gioco anche di altri personaggi che non hanno tali difetti e allora lo fa in modo più bonario, meno feroce, a mio parere.

8 Comments

      1. Tu invece devi essere molto giovane… Orgoglio e pregiudizio è da sempre uno dei miei libri preferiti, l’ho riletto tante volte e sempre con piacere e sempre scoprendo cose nuove.

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