Sui romanzi gialli

Ovvero sul perché trovo i gialli rilassanti e rassicuranti

In realtà romanzi in cui una o più persone vengono uccise non dovrebbero essere né rilassanti né rassicuranti, sembra un controsenso. Però i cosiddetti gialli classici, quelli alla Agatha Christie ad esempio, a me fanno questo effetto.

Provo da darmene una spiegazione.

Rassicuranti? Perché alla fine il colpevole viene scoperto e assicurato alla giustizia, cosa che purtroppo non sempre avviene nella realtà. La certezza di poter conoscere la verità, il modo con cui è stato commesso un delitto e perché è rassicurante, come il lieto dine di un romanzo rosa.

Rilassanti? Forse non è il termine più preciso, forse sarebbe più corretto usare l’aggettivo avvincenti (che però vale solo per i romanzi che lo sono davvero, avvincenti): essendo in grado di catturare l’attenzione distraggono dai pensieri quotidiani e, magari, anche da qualche problema, almeno per un poco e per questo consentono alla mente di rilassarsi, di allontanarsi dal logorio della vita moderna (come recitava anni fa la pubblicità di un liquore, quando la vita era meno moderna e meno frenetica, fra l’altro).

Al contrario i romanzi noir o quelli che hanno come protagonista – o meglio antagonista – un serial killer (genere che non amo molto), per quanto possano essere avvincenti, non li trovo né rassicuranti né rilassanti.

Voi che ne pensate?

5 Comments

  1. Sono del tuo stesso parere. Agatha Christie ha davvero la capacità di creare trame avvincenti, mai ripetitive, che per me sono garanzia di intrattenimento. Ogni estate vado a scovare qualche suo giallo in biblioteca perché so che non rimarrò delusa. Capisco quando dici che per te i gialli sono rassicuranti: è un genere che amo anch’io, scoperto alle elementari grazie alla mia maestra che ci aveva letto “Assassinio sul Nilo”, quindi per me è come un ritorno a casa.

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    1. Sì, nel rassicurante c’è anche questo senso di “familiarità”, di tornare a casa. Di sicurezza. Ovviamente questa sensazione me la danno anche altri romanzi, uno fra tutti “Orgoglio e pregiudizio”, che ho riletto non so quante volte e ogni volta che li rileggo o ne rileggo una parte o vedo il film mi dà la sensazione di tornare a casa…

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