M.C. Beaton – Jane la bruttina – 67 Clarges Street #2 * Le mie letture

(Titolo originale “Plain Jane”; trad. Simona Garavelli; originale pubblicato nel 1986; edizione italiana del 2014, Astoria srl)

A mio parere questo romanzo è più romantico del primo della serie, probabilmente ho questa impressione perché la protagonista è molto diversa da Fiona.

La protagonista, Jane, si considera bruttina ed è comunque messa in ombra da Euphemia, la sorella maggiore, una vera bellezza. Inoltre la madre, Mrs Hart, ha per lei una scarsa considerazione e spesso non la conduce alle serate dove invece accompagna molto volentieri Euphemia.

Quando aveva dieci anni Jane era andata di nascosto a vedere un incontro di boxe al quale non aveva potuto assistere perché era stata riconosciuta e rimandata a casa ma si era innamorata di uno dei due pugili, Beau Tregarthan, un gentiluomo che avrebbe affrontato un pugile professionista. Da allora Jane conserva nel cuore un sogno, naturalmente segreto: incontrare di nuovo Beau Tregarthan, pur essendo consapevole di non poter suscitare il suo interesse.

Quando la famiglia giunge a Londra, dove ha preso in affitto la casa di Clarges Street, Jane spera di poter realizzare il suo sogno e questo avviene ben presto, grazie all’intervento del maggiordomo Rainbird che – per vendicarsi dei modi sgarbati di Euphemia – alla prima serata organizzata da Mrs Hart accompagna Beau Tregarthan da Jane quando questi gli chiede di incontrare Miss Hart (Miss Hart invece è Euphemia, in quanto sorella maggiore, ma il maggiordomo finge di equivocare).

Il gentiluomo trova Jane piacevole e interessante e anche attraente e la invita a uscire il giorno successivo.

È una triste verità che nella vita reale non esiste eroina dolce e virtuosa come quella, diciamo, di una fiaba di Grimm, e Jane, che era fuggita a letto presto per eludere le rappresaglie di Euphemia, il giorno dopo si svegliò con una blanda sensazione di piacevole esultanza. Beau Tregarthan l’avrebbe portata fuori in carrozza…

Tregarthan decide anche di collaborare con Jane alla sua indagine sulla morte di una delle precedenti inquiline, Miss Clara Vere-Baxton, figlia dei secondi inquilini del 67 di Clarges Street, trovata morta nel parco, senza un motivo apparente (la sua morte misteriosa è uno dei nefasti eventi per cui la casa è considerata porta sfortuna). Jane è risoluta a chiarire il mistero legato alla morte di Miss Clara e, nonostante qualche passo falso, alla fine vi riesce e, naturalmente, malgrado qualche malinteso e il comportamento ostile della madre, corona il suo sogno d’amore con Beau Tregarthan.

Anche in questa storia il gruppo dei domestici ha una parte rilevante, Rainbird in testa; spesso infatti il maggiordomo agisce quasi da deus ex machina nei confronti degli inquilini della casa; inoltre si innamora di Felice, la cameriera francese di Mrs Hart, ma non è fortunato come Jane…

Una narrazione che scivola via veloce e che diverte, ironica e leggera ma per niente banale.

Molti sono i riferimenti alla Londra del tempo; ad esempio il brano seguente, che descrive quanto fosse triste la condizione delle persone povere e quanta l’indifferenza nei loro confronti. La giovane sguattera Lizzie si imbatte nel parco nel cadavere di una madre e del suo bambino, morti di freddo; avvisa un’anziana signora che abita lì vicino e questa risponde che avviserà il guardaparco e poi prende a lamentarsi con la ragazza di essere la zia di Beau Brummel e che questi, una volta divenuto famoso, non è più andato a trovarla. La giovane scappa via.

Ancora piangente, Lizzie corse via barcollando. Per quanto gli altri domestici cercassero di confortarla, erano leggermente irritati per quella che reputavano un’eccessiva sensibilità da parte di Lizzie. Di sicuro a Mayfair trovare cadaveri a terra non era così consueto come in altre zone meno salubri, ma con tutte le morti per congelamento che si verificavano a Londra e con i cadaveri che penzolavano dai patiboli, nell’intimo ritenevano Lizzie di cuore troppo tenero, un sentimento inadatto a una sguattera.

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