Anthony Berkeley – Delitto a porte chiuse * Le mie letture

(titolo originale “The Layton Court Mystery”; pubblicato nel 1929, edizione italiana da me letta del 2003 – Classici del Giallo Mondadori; traduzione Mauro Boncompagni)

Ho letto questo giallo perché appartiene al genere del mistero della camera chiusa. Non l’ho trovato però molto interessante, né per quanto riguarda il modo di commettere un omicidio lasciando il cadavere in una stanza chiusa dall’interno né per quanto riguarda l’indagine in sé.

La trama è semplice: un piccolo gruppo di persone è ospite di Layton Court, la residenza in campagna di Victor Stanworth, un ricco gentiluomo sessantenne che viene trovato morto nella biblioteca, appunto chiusa dall’interno. L’uomo ha in mano una pistola e una ferita mortale in fronte. Tutti pensano a un suicidio, cosa di cui è convinta da subito anche la polizia. Uno degli ospiti, lo scrittore Roger Sheringam, un esuberante e dinamico giovanotto fra i trenta e i quaranta, nota dei particolari che lo indicono a ritenere che si tratti di un omicidio. Decide quindi di investigare per conto suo, senza però parlare dei suoi sospetti alla polizia. Si fa aiutare dall’amico Alec Grierson, che però non è altrettanto convinto che Stanworth sia stato ucciso.

Sheringam propone continuamente ad Alec un possibile svolgimento dei fatti, modificandolo ad ogni nuova informazione che riesce a trovare, fino – ovviamente – a scoprire la verità.

Il romanzo espone tutte le riflessioni – elucubrazioni, direi – di Sheringam, in modo che il lettore lo segua passo passo ogni volta che costruisce una teoria che poi regolarmente si rivela errata. Gli altri personaggi si vedono solo quando sono insieme al protagonista.

Questa impostazione, per quanto sia abbastanza originale, rende – a mio parere – la lettura piuttosto monotona e a tratti noiosa (cosa che, soprattutto per un giallo, non dovrebbe mai accadere). Inoltre ho immaginato fino dall’inizio chi potesse essere l’assassino, anche se non avevo potuto intuire il motivo.

Da questo mio breve commento risulta chiaro che il romanzo non mi è piaciuto, anzi, viste le premesse, mi ha delusa.

Anthony Berkeley Cox (Watford, 5 luglio 1893 – 9 marzo 1971) è stato uno scrittore britannico di libri gialli. Usò vari pseudonimi: Francis Iles, Anthony Berkeley e A. Monmouth Platts. Fu uno degli scrittori più importanti del suo tempo (la cosiddetta “Età dell’oro dei libri gialli”) e venne paragonato a colleghi del calibro di Agatha Christie, Dorothy L. Sayers e G. K. Chesterton del “Detection Club”. Il suo personaggio più famoso fu Roger Sheringham, protagonista di dieci romanzi, il più famoso dei quali è The Poisoned Chocolates Case del 1929, in Italia intitolato Il caso dei cioccolatini avvelenati.

(fonte Wikipedia)

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